Una vita da sfogliare.

Ricordi il primo libro che hai letto?
Non mi riferisco alla favola che, in un lontano giorno di scuola elementare, tu e i tuoi compagni neo-lettori iniziaste a storpiare ad alta voce, uno dopo l’altro, sotto lo sguardo attento e attonito della maestra, costringendo l’orecchio di quest’ultima all’ascolto di frasi saltate a piè pari ed invenzioni lessicali più o meno brillanti (…ah, quanto patì il povero Cipì per raccontare le sue avventure d’uccellin passeriforme alla mia classe!).
No, intendo quel primo libro che, in un noioso pomeriggio di pioggia d’autunno, sotto un ombrellone variopinto o chissà dove, ti rapì occhi e cuore con le sue magie combinatorie di vocali e consonanti, le sue pagine ruvide e i suoi segreti sussurri, trasformandoti in voluttuoso lettore. Io non ricordo il titolo del mio, ma il suo dorso arancione, lucido e brillante in mezzo ad una schiera d’altri, è impresso per sempre nella mia memoria.
“Questi erano i libri di tua madre e delle sue sorelle.” mi disse una sera mia nonna, scostando con le sue mani nodose la tenda che ricopriva uno scaffale “Ora che sei grande, quando passerai la notte qui potrai sceglierne uno da leggere prima d’addormentarti”.
 Ci siamo incontrati così, il mio primo libro ed io, e per molte notti e svariati giorni non ci siamo più lasciati. La storia, ovviamente, era sempre la stessa: una bella principessa inconsapevole del proprio nobile rango, una gemella cattiva e usurpatrice, un principe forte e valoroso di cui contendersi il cuore ed un'orda di folletti premurosi e ridanciani. Insomma, che ve lo dico a fare, un vero e proprio capolavoro della letteratura infantile.
Mi domando dove sia andato a finire, con la sua copertina sbocconcellata dagli anni e le sue pagine squinternate piene di polvere. Scomparve in seguito ad uno dei tanti raptus di pulizia materni per fare spazio a libri più adulti, probabilmente finendo tra le muffe della cantina.
Ecco, se dovessi tracciare un albero genealogico delle mie letture inizierei da lui, fedele compagno di sogni ad occhi aperti, primus inter pares d’una lunga serie di memorabili incontri letterari (destinata ad allungarsi sempre di più, spero). E a fargli compagnia tra le fronde spunterebbero quattro grandi Piccole donne, uno Hobbit, quell’Isola del tesoro divorata in un unico, famelico pomeriggio, una manciata di fosforescenti Piccoli brividi estivi e tanti e tanti altri ancora… Senza di loro e, soprattutto, senza il primo di loro, non avrei mai conosciuto le rigeneranti meraviglie della lettura e la mia vita (così come i miei scaffali), oggi sarebbe incredibilmente vuota.
 
 
Quindi, cari lettori, vi auguro che questo 2013 sia un anno appassionante quanto il vostro primo libro! E per celebrare degnamente questi nuovi 365 giorni d’avventure letterarie, Riletterature vi fa un piccolo regalo: